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martedì 26 maggio 2020

Recensione: Black Wings. Il tocco del demone di Sabrina Cospetti

22:40:00 0 Comments


Ciao a tutti lettori!
Oggi ritorno sul blog con la recensione di Black Wings. Il tocco del demone di Sabrina Cospetti, secondo volume della serie Black Wings. Se non l'avete ancora letta, vi consiglio di cliccare qui per leggere la recensione del primo romanzo senza spoiler!

 
 
     Titolo: Black Wings. Il tocco del demone
     Autore: Sabrina Cospetti
     Editore: La Ruota
     Pagine: 218
     Data di pubblicazione: 24 ottobre 2018











Sinossi:
La vita di Dafne è cambiata completamente, Gabriel è morte e la sua esistenza sulla Terra è in pericolo. In questo secondo capitolo dovrà fare i conti non solo con Lucifero e il suo fratellastro Devon, ma con la sua vera natura e con un nuovo e inatteso nemico. Con la sua parte demoniaca che rischia di prendere il sopravvento, capirà che non c'è nessuno che può aiutarla, ma che dovrà fare tutto da sola in una corsa contro il tempo.





In Black Wings. Il tocco del demone ritroviamo Dafne in difficoltà nell'accettare la sua nuova vita e la sua vera identità. Ha scoperto, infatti, di essere figlia di Lucifero e quindi in parte un demone. Mentre da un lato Dafne lotta contro suo padre, che cerca in tutti i modi di risvegliare i suoi istinti demoniaci, dall'altro si ritrova a lottare anche contro il Regno dei Cieli. Si è deciso, infatti, di allontanarla definitivamente dalla sua famiglia umana e di rimpiazzare il suo posto nel nucleo familiare con Adam, un ragazzo dagli occhi di ghiaccio da cui si sente stranamente attirata. 
Ciò nonostante, sembra che la sua unica preoccupazione sia ritrovare Gabriel, il suo amore eterno, catturato da Lucifero e, come lei poi scoprirà più avanti, trasformato in un demone intenzionato ad ucciderla.

Personalmente, la parte che ho preferito di più del romanzo è stata quella in cui la protagonista doveva lottare contro la propria natura demoniaca per preservare il suo lato più buono e giusto. Ho apprezzato come l'autrice ha descritto il conflitto tra sete di sangue e voglia di scappare da tutti per non ferire nessuno. Tuttavia, non mi è piaciuto come Dafne pensasse esclusivamente a salvare o a ritornare con Gabriel. Naturalmente, si è voluto rimanere legati alla natura adolescenziale della protagonista, però avrei preferito che lei ad un certo punto prendesse le redini della propria storia e della propria vita e mettesse il suo amore per Gabriel in secondo piano.
Per quanto riguarda i personaggi secondari, veniamo introdotti maggiormente nella mente di Chris, anche se non ho ancora ben capito cosa voglia fare della sua vita. Lo stesso per quanto riguarda Irene e James, che rimangono ancora molto nell'ombra. Vengono introdotti inoltre tre nuovi personaggi, di cui ci viene, per ora, anticipato poco: Adam, la persona che ha preso la vita umana di Dafne, Dave, un nephilim e Desdemona, un'altra figlia di Lucifero.

Il finale ci lascia sicuramente con il fiato sospeso e con tanti punti interrogativi che spero riceveranno una risposta nel prossimo libro.
Nel complesso è stata una lettura piacevole, però, personalmente, avrei preferito una protagonista che, invece di focalizzarsi ossessivamente sul proprio amore, si focalizzasse prima sulla propria vita e sullo scoprire la sua vera identità e le sue vere capacità.


Voto:


-Mari

martedì 26 marzo 2019

It's Fangirling time! Spoilery reaction to "The Wicked King" ending and "The Queen of Nothing" excerpt

21:46:00 0 Comments


Good evening readers!
This is the second post for today and it's in English! WOW, you should be very proud of me 😂 Today's first post was about The Queen of Nothing cover reveal and excerpt, so if you haven't read it yet, you can go here and then come back to this post and read my spoilery reaction to it!






So if you have read The Wicked King and The Queen of Nothing excerpt, you can read below⬇

* just posting some fanarts to get back to the right mood *

 
 





Holly Black, I can't believe that we have to wait NINE FREAKING MONTHS to read The Queen of Nothing after reading that excerpt. Don't get me wrong, I still hate Taryn, because I'd never behave like her with my sister, but GOSH. She DID something good for one single time in her life. Locke dead is a BIG relief. He just got on my nerves. I couldn't stand him AT ALL.
After that ending in The Wicked King I was a bit disappointed because I had high expectations and I expected SO MUCH MORE. Cardan and Jude are two awesome MCs, but I think that they could be so much more. The only chapter that satisfied me was the one in Cardan's room. You do remember it, don't you?😜
On The Queen of Nothing cover we see that there are different and important elements: 
a broken crown: this can be both for Jude and Cardan. Do you think that Cardan will be able to keep his ass on the Faerie Throne? I wouldn't bet on that. Ok, he showed up to be much more brilliant and ahead of everyone than we thought he was at the beginning, but could he seriously do everything alone without his beloved Jude?
ice: just as before, maybe the Faery Kingdom is in trouble? What's gonna happen while Jude is in the mortal world? Or maybe it's about the freezing feelings that Jude and Cardan have for each other now?
a serpent: is there another traitor? I bet all my money on Taryn. I'm sorry but I just can't stand her and I think that she would do anything to gain much more power than Jude.
blood and a broken berries necklace: ok, so this suggests me that we're gonna read about a lot of deaths, betrayals and battles. Well, this doesn't surprise us at all, does it?

And remember that Holly Black has only 300 pages to solve all these enigmas and to build the perfect ending to this story that always had A LOT of potential. Please, Holly, do not disappoint me. I think I won't recover.


What are your opinions about the latest news for The Queen of Nothing? Do you have any theories? What do you think the ending will be? I'll waiting you in the comments below ⬇


-Mari

Anteprima: "The Queen of Nothing" di Holly Black

21:44:00 1 Comments


Buonasera lettori!
Questo è il primo dei due post dedicati alla serie di The Folk of the Air di Holly Black. Qualche giorno fa ho pubblicato la mia recensione di The Wicked King, che potete trovare qui, mentre adesso vi presento il terzo e ultimo volume della serie The Queen of Nothing. La cover è stata pubblicata sul sito di Bustle insieme a un estratto che mi ha fatto urlare il WTF più forte delle ultime settimane. Lo potete trovare tradotto dopo la sinossi.
Enjoy!
Mi raccomando non continuate a leggere se non avete ancora letto The Cruel Prince e The Wicked King


Titolo: The Queen of Nothing (The Folk of the Air #3)
Autore: Holly Black
Editore: Little, Brown Young Readers
Pagine: 300
Data di pubblicazione USA: 7 Gennaio 2019

Sinossi:
Dopo essere stata nominata Regina delle Fate e poi improvvisamente esiliata dal Malvagio Re Cardan, Jude si ritrova disorientata, la regina del nulla. Lei trascorre il suo tempo con Vivi e Oak, guarda un bel po' di reality show e fa qualche strano lavoro o due, incluso cercare di convincere una fata cannibale dal darle la caccia nel mondo mortale.
Quando sua sorella gemella Taryn si presenta chiedendo un favore, Jude subito coglie l'opportunità di ritornare nel mondo delle Fate, anche se significa confrontarsi con Cardan, che continua ad amare nonostante il suo tradimento.
Quando una maledizione oscura viene annunciata, Jude deve diventare la prima Regina mortale delle Fate e scoprire come rompere la maledizione o rischiare di sconvolgere l'equilibrio di tutto il mondo delle Fate.



Estratto:

Si sente bussare alla porta principale. Poi Taryn entra di corsa di fronte a me, la sua gonna splendente nella brezza mattutina. Se non avessi saputo come fosse una vera principessa delle Fate, avrei pensato che lei ne sembrasse una. Per un momento, sembra impossibile che siamo parenti, per non dire identiche.
"Cosa ti è successo?" lei chiede. "Sembra che ti sei cacciata in una rissa."
Io non le rispondo. Continuo semplicemente a camminare. Non sono nemmeno sicura dove sto andando, così lenta e rigida e dolorante come sono. Forse da Bryern. Lui mi troverà un posto dove stare, anche se poi non mi piacerà il prezzo. Anche accamparmi con Grima Mog sarebbe migliore di questa situazione.
"Ho bisogno del tuo aiuto," dice Taryn.
"No," dico. "No. Assolutamente no. Mai. Se questo è il motivo per cui tu sei venuta qui, ora hai la tua risposta e te ne puoi andare."
"Jude, ascoltami soltanto." Lei cammina mettendomisi di fronte, obbligandomi a guardarla. Io guardo in alto e inizio a fare dei giri intorno alle svolazzanti gonne del suo vestito.
"Anche no." dico io. "No, non ti aiuterò. No, non ti ascolterò spiegarmi perché dovrei. E' davvero una parola magica: no. Tu dì qualsiasi cavolata tu voglia e io dirò semplicemente di no."
"Locke è morto," sputa fuori.
Io giro su me stessa. Sopra di noi, il cielo è luminoso, blu e chiaro. Gli uccelli si chiamano l'un l'altro da alberi vicini. A distanza, c'è rumore di una costruzione in atto e del traffico della strada. In questo momento, la giustapposizione di stare nel mondo mortale e sentire della morte di un essere immortale - uno che hai conosciuto, uno che hai baciato - è particolarmente surreale.
"Morto?" Sembra impossibile, dopo tutto quello che ho visto. " Sei sicura?"
La notte prima del matrimonio, Locke e i suoi amici hanno cercato di cacciarmi come un branco di cani con una volpe. Ho promesso di fargliela pagare per quello. Se è morto, non lo farò mai.
Non succederà nemmeno che organizzi una festa con l'obiettivo di umiliare Cardan. Non riderà più con Nicasia né metterà me e Taryn l'una contro l'altra ancora una volta. Magari dovrei essere sollevata per questo, per tutti i problemi che ha causato. Ma sono sorpresa di sentire invece dolore.
Taryn prende un respiro, come per prepararsi. "E' morto perché l'ho ucciso io."
[tradotto da me]


-Mari

domenica 24 marzo 2019

Recensione: "The Wicked King" di Holly Black

18:39:00 0 Comments


Buongiorno a tutti lettori!
Oggi è arrivato il momento di parlarvi di The Wicked King di Holly Black, sicuramente un degno seguito di The Cruel Prince, pubblicato in Italia come Il Principe Crudele per Mondadori.


Titolo: The Wicked King (The Folk of the Air #2)
Autore: Holly Black
Editore: Hot Key Books
Pagine: 352
Data di pubblicazione UK: 8 Gennaio 2019
Data di pubblicazione ITA: Inedito

Sinossi:
Ho sentito dire che per i mortali innamorarsi è molto simile alla paura. Jude ha ingannato Cardan affinché salisse sul trono, legandolo a lei per un anno e un giorno.
Ma il nuovo Re delle Fate fa tutto quello che è in suo potere per umiliarla e sottometterla, anche se il suo interesse per lei rimane sempre presente.
Nello stesso tempo, un traditore della corte sta complottando contro di lei. Jude deve lottare per la sua vita e per le vite di coloro che ama, nel mentre deve combattere i propri sentimenti complicati per Cardan.
Ora un anno e un giorno non sono affatto sufficienti.




Power is much easier to acquire than it is to hold on to.


In The Cruel Prince abbiamo lasciato Jude alle prese con un trono e un principe, ora re delle fate, da controllare. Sicuramente non è semplice per lei, ma darà il massimo per non mandare il regno a rotoli e proteggerlo fino a quando il suo fratellino Oak non sarà pronto a salire al potere.
Se in The Cruel Prince vi è piaciuta Jude per il suo modo di fare e per la sua mente da stratega, sicuramente in The Wicked King non vi deluderà. Mi piace tantissimo il suo personaggio perché presenta un'intelligenza e una lucidità in  situazioni complicate quasi perfetta. Non è la solita protagonista che deve essere salvata dall'eroe: Jude non ha bisogno di nessuno, Jude è una di quelle ragazze che si salva da sola. E che spesso riesce a salvare anche il presunto eroe. Fare i conti, però, con una corte di Fate non è semplice e sarà costretta a diventare più forte prima del previsto.
Per quanto riguarda Cardan, mentre in Il principe crudele è stato un personaggio abbastanza marginale e a tratti odioso, in questo secondo volume si espone di più, però permane sempre un alone di mistero che fino alla fine non ce lo fa capire completamente.
Devo ammettere che ho letto The Wicked King in pochissimo tempo e questo è indice della bravura della Black nel scrivere una storia che ti tiene ancorata dalla prima all’ultima pagina. Se però appena termini il libro ti sembra stupendo, col senno di poi ti rendi conto che non è successo granché 😂. Fatemi spiegare bene: Cardan e Jude sono dei personaggi spettacolari che potrebbero dare MOLTO di più. Le dinamiche tra loro due sono molto interessanti e la Black avrebbe potuto svilupparle in modo molto più particolare. Leggere The Wicked King è come aspettarsi un regalo di compleanno strabiliante e poi ritrovarsi con qualcosa che sì, ti piace, ma non così tanto.

If he thought I was bad, I would be worse. If he thought I was cruel, I would be horrifying.


Un altro punto a sfavore riguarda i personaggi secondari: nell'intorno di Jude e Cardan sono presenti altre personalità che però non riescono ad emergere come i personaggi principali. Sarebbe interessante avere più POVs per entrare nella mente di tutti. Taryn e Nicasia ad esempio sono dei personaggi che se articolati bene possono, secondo me, dare un tocco ancora migliore alla storia.

Per concludere, The Wicked King è un romanzo sì appassionante, ma che potrebbe dare molto di più al lettore. In particolare, per quanto mi riguarda, un bel romanzo non deve avere soltanto dei bei personaggi, ma deve presentare anche una trama intricata, strabiliante e complessa. Io ho anticipato diversi plot twist in TWK e questo un po' mi è dispiaciuto. Speriamo nel salto di qualità in Queen of Nothing.


[Special mention per il capitolo 15, il migliore di tutto il libro.
Leggetelo e poi mi farete sapere 😏]


VOTO:


-Mari

sabato 23 marzo 2019

Recensione: "Io odio Internet" di Jarett Kobek

13:32:00 0 Comments

Buongiorno a tutti lettori,
oggi voglio parlare insieme a voi di Io odio Internet, romanzo di Jarett Kobek, pubblicato a ottobre per Fazi Editore. 
Naturalmente, essendo una ragazza che usa i social e a cui piace stare sui social, nata nell’era di Google, Facebook e Twitter, questo testo mi ha interessata fin da subito, almeno per scoprire altri punti di vista, essere più consapevole e magari cambiare anche un po’ il mio atteggiamento. 
Devo ammettere che in Io odio Internet ho trovato diversi spunti di riflessione, però il tipo di narrazione e lo stesso autore non mi sono piaciuti per niente. Adesso vi spiego perché.

Titolo: Io odio Internet. Un romanzo utile
Autore: Jarett Kobek
Editore: Fazi
Pagine: 330
Data di pubblicazione: 4 Ottobre 2018

Sinossi:
Adeline è una quarantacinquenne semifamosa per aver pubblicato un fumetto di successo negli anni Novanta. Vive a San Francisco. Invitata a parlare in un'università, finisce sotto attacco sui social network per aver «commesso l'unico errore imperdonabile del ventunesimo secolo», ossia non rendersi conto che qualcuno la riprendeva mentre esprimeva quello che pensava. Bisogna tenere conto che Adelina (1) è una donna in una cultura che odia le donne, (2) è semifamosa e (3) ha espresso un'opinione poco popolare. E vive nell'era Internet. Adelina diventa così un trend su Twitter, e quindi se ne occupa la stampa, incapace di svolgere un lavoro più serio. Adelina diventa il bersaglio degli haters.





Io odio Internet non è un romanzo, o meglio, come lo stesso autore ad un certo punto lo definisce, è un "romanzo brutto". Sì, è un romanzo che per gran parte dei capitoli non ha né capo né coda: è una serie di affermazioni dell’autore messe insieme, certe volte a caso, altre con cognizione di causa. Mentre alcuni capitoli mi sono sembrati molto istruttivi e mi hanno resa più consapevole su determinanti argomenti, altri mi sono sembrati pretenziosi, altezzosi e presentavano anche delle incongruenze dovute probabilmente a una necessità di esagerazione sul tema. Credo che Kobek non abbia voluto scrivere un libro con l’intenzione di farsi piacere ai suoi lettori, ma esclusivamente con la necessità di parlare di argomenti per cui covava risentimento da qualche tempo. 
Con voi adesso vorrei analizzare diversi passaggi del libro che mi hanno abbastanza interessata:

Entrambi i film erano meglio dei libri da cui erano tratti. Quasi tutti i film sono meglio dei libri. I libri sono quasi sempre piuttosto brutti. Come questo. Questo è un brutto romanzo.

Ok, adesso ditemi cosa ne pensate. Sicuramente sono d’accordo con lui dicendo che questo è un brutto romanzo, perché, in realtà, non si può nemmeno definire tale, tuttavia sulla questione libri/adattamenti cinematografici devo dissentire con forza. Prepotentemente. Ditemi, infatti, un film che è stato migliore del libro da cui è tratto. Ci possono essere dei film belli quasi quanto il libro, però secondo me la storia scritta non può essere superata sia in emozioni sia in storia.


L’eumelanina era il prodotto dei melanociti, che sono cellule contenute nello strato basale dell’epidermide insieme alle cellule basali. Dal punto di vista istopatologico, l’eumelanina assomigliava un po’ a una macchia di mostarda secca.

 E ancora


Adeline non aveva eumelanina nello strato basale dell’epidermide e pertanto apparteneva alla razza bianca.

Queste due frasi mi sembrano quasi quelle che potrebbero inserire in un test di medicina e in cui si deve individuare la parola sbagliata. In questo caso, sono "istopatologico" (avere eumelanina non è una patologia) e "non aveva eumelanina" (tutti abbiamo eumelanina nello strato basale dell’epiderimide, il colore della cute è dato solo dalla sua diversa concentrazione e tipologia). Mettendo da parte il pensiero medico sulla questione, io mi chiedo perché inserire dei termini così specifici, errando, se non si hanno le conoscenze di base sulla materia. Fosse stato ripetuto una sola volta, allora mi accontento, ma, cari lettori, – non scherzo!!!- è stato ripetuto almeno una trentina di volte.

Interessante, invece, è stata la digressione su Jack Kirby, creatore di molti personaggi Marvel e che è stato, come dice elegantemente l’autore, “inculato alla grande”, perché ha venduto i diritti per pochi dollari e adesso il suo patrimonio intellettuale frutta all’azienda milioni. (Non so quanto Internet possa centrare in tutto questo.)

I due libri di Tolkien parlavano di elfi, maghi e magia. I due libri venivano letti da imbecilli. *Conta fino a dieci* I due libri avevano ispirato una serie di film idioti in cui sparavano un sacco di flatulenze.

Bene. Ci siete ancora? Devo ammettere che io non ho letto Tolkien né visto mai i film da cui sono stati tratti. Però, mi sento io un’imbecille e non il contrario!! Voi cosa ne pensate?


Dai, non proseguiamo con la parte negativa del libro, perché ci sono stati anche dei momenti molto interessanti e che mi è piaciuto molto leggere. Ad esempio il capitolo 11. Secondo me è uno dei migliori capitoli del libro (forse perché non è non-sense come tutti gli altri?!). Si parla di Ellen, una ragazza normale, con un sogno e un’istruzione, che per colpa di una gelosia infondata si ritrova a dover combattere con foto private finite sul web, persone del suo paesino che non smettono di fissarla e parlarle dietro le spalle e il proprio sogno completamente rovinato. Parla di una ragazza rovinata dalla potenza di Internet e credo che questo tema sia molto attuale e importante da trattare. 

Oppure, il capitolo sulla politica americana, basato sulle informazioni false riguardanti le armi di distruzione di massa riportate da diversi giornalisti e dallo stesso New York Times in riferimento alla guerra in Iraq. Da ignorante quale sono sulla materia, sono stata molto curiosa di scoprire questi atteggiamenti e eventi realmente accaduti, ma spesso taciuti e insabbiati. 

Attacchi a Twitter, Facebook e in particolare a Mark Zuckerberg non mancano. L’autore ci espone il suo pensiero e poi sta a noi riflettere sull’argomento e farci anche noi una propria opinione. L’elemento che mi è piaciuto di più di questo libro è che ti stimola a ragionare e a esporre il tuo pensiero, che sia in accordo o meno con quello dell'autore. Ti permette di essere consapevole dei tuoi pensieri e delle tue opinioni, magari sostenendole ancora oppure anche confutandole. 

Consiglio Io odio Internet a tutti coloro che vogliono discutere di Internet, globalizzazione, sessualizzazione, razzismo con una persona che certo non le manda a dire e che espone il proprio pensiero in modo crudo e diretto.


VOTO:


-Mari

venerdì 22 marzo 2019

Recensione: "The City of Brass" di S.A. Chakraborty

10:26:00 0 Comments



[Lettori, questo libro è una bomba e la mia testa è appena esplosa.]


Buongiorno a tutti!
Scusate per la prolungata assenza, ma finalmente sono tornata con la recensione di uno dei miei libri preferiti, The City of Brass di S. A. Chakraborty. Questo è il primo volume di una trilogia e se vi è piaciuto Rebel of the Sands non potete perdervelo.




Titolo: The City of Brass
Autore: S.A. Chakraborty
Editore: HarperVoyager
Pagine: 544
Data di pubblicazione UK: 8 Marzo 2018
Data di pubblicazione ITA: Inedito


Sinossi:
Tra gli affollati mercati de Il Cairo del XVIII secolo, i reietti della città trovano di che vivere truffando sia i ricchi nobili ottomani sia gli invasori stranieri.
Ma, accanto a questo nuovo mondo permangono le storie antichi. Racconti di djinn e spiriti. Di città nascoste tra le vorticose sabbie del deserto, piena di incantesimi, desiderio e ricchezze. Dove la magia è presente in ogni strada, sollevata nell'aria come polvere.
Molti desiderano che le loro vite siano piene di queste meraviglie, ma non Nahri. Lei sa che i mezzi che usa per poter vivere sono trucchi e giochi di prestigio: non c'è nulla di magico in loro. Lei desidera solamente di lasciare Il Cairo un giorno, ma come si dice sempre..
Fa attenzione a quello che desideri.

The king lifted his dark brows. "This should be an interesting story."


Preparatevi ad entrare in un mondo nuovo, in cui predomina il clima secco del deserto, l'odore delle spezie e scintille di magia antica.
Inizialmente, in The City of Brass, l’autrice ci porta a scoprire il mondo in cui i nostri personaggi si muoveranno. Ho letto davvero pochissimi libri ambientati nella penisola arabica e devo dire che questo, forse, è stato l’unico a farmi percepire perfettamente tutte le sensazioni, i colori e i sapori della società. Ogni elemento è descritto in modo spettacolare e mentre leggevo la mia testa si riempiva di immagini coloratissime, spezie, oasi e sabbia. Mi sembrava di essere una farfalla che gironzolava per la scena e osservava di nascosto tutte le vicende dei personaggi. In The City of Brass si intrecciano magia, mistero e cultura. Ho adorato tutto, davvero.

I personaggi rappresentano uno dei fiori all’occhiello di questo romanzo. Nahri è una tra le più fighe protagoniste che abbia mai incontrato. È così badass e se ne frega altamente del pensiero degli altri. Inoltre, finalmente abbiamo qualcuno che, invece che martirizzarsi sempre per un bene più grande, pensa a salvarsi prima le chiappe. Sicuramente, il fatto che rappresenta un medico che si serve della magia per curare me l’ha fatta amare ancora di più.
Poi abbiamo Daravahioisj o per gli amici Dara, uno dei personaggi più complessi e complicati di cui abbia mai letto. Ricordatevi che in questo romanzo non ci sarà un solo schieramento. Tutto è confuso e tutti hanno sia ragione che torto. Come nella realtà, alla fine dei conti. Dara mi è piaciuto molto all’inizio: ho amato la sua devozione per le proprie origini e per la propria famiglia. È appunto uno dei personaggi più complessi presenti in questo libro e sicuramente vi farà riflettere.
Poi abbiamo Ali, il Principe di Daevabad, secondogenito dell’attuale re e timido adolescente addestrato per tutta la vita per diventare un guerriero. E così accade: diventa uno dei guerrieri più forti della sua epoca. È un ragazzo coraggioso, forte, gli piace la cultura e cerca di ragionare con la propria testa. In pratica vuole la pace nel mondo. Ma riuscirà ad ottenerla?



Greatness takes time, Banu Nahida. Often the mightiest things have the humblest beginnings. 



The City of Brass non è per niente come ve lo immaginate. An Ember in the Ashes e Rebel. Il deserto in fiamme, con tutto il rispetto per le autrici di questi romanzi, non sono niente a confronto.
Un altro elemento che mi è piaciuto davvero tantissimo di The City of Brass è che tutti hanno qualcosa da nascondere e quindi diamo il via a strategie, falsi sorrisi, false alleanze, tradimenti e arrivi a sorpresa. Ogni plot twist mi colpiva come il protagonista della serie One Punch e mi metteva KO.

Poi vogliamo parlare del world building? "Peace be upon you", S. A. Chakraborty, per aver creato un mondo così spettacularis e magico, mitico, epico in ogni suo aspetto. Ho adorato tutto. Le differenze tra le tribù, tra le diverse etnie e tutta la storia epica e misteriosa alle spalle. Ho apprezzato tantissimo l’impegno dell’autrice per consegnarci in questo suo primo volume uno dei mondi più belli di cui abbia mai letto. Chissà quindi cosa ci riserverà The Kingdom of Copper. Io ho già paura.

Cosa posso dirvi di più? ACQUISTATE SUBITO QUESTO LIBRO. Se non avete mai letto niente in inglese, iniziate, perché questa storia non potete proprio perdervela.



VOTO:



-Mari

martedì 30 ottobre 2018

Anteprima: Tre nuove uscite Fazi Editore da non perdere

10:45:00 2 Comments


Buongiorno lettori!
Oggi voglio mostrarvi tre nuovi romanzi pubblicati da Fazi Editore, che hanno già avuto molto successo all'estero e che secondo me sono davvero interessanti. Sto parlando di Elmet di Fiona Mozley, Figlie di una nuova era di Carmen Korn e Io odio Internet di Jarett Kobek.
Ditemi se hanno interessato anche voi e quale preferireste leggere!


Titolo: Elmet
Autore: Fiona Mozley
Editore: Fazi Editore
Pagine: 277
Data di pubblicazione: 27 Settembre 2018

Sinossi:
Elmet, l'ultimo regno celtico indipendente in Inghilterra, terra di nessuno e santuario di fuorilegge, rifugio ma allo stesso tempo trappola, è il lembo sperduto dello Yorkshire che oggi fa da sfondo a questa storia. Vi abitano Daniel e Cathy, fratello e sorella adolescenti. Sono stati abbandonati dalla madre, che sembra essere sparita nel nulla, e vivono, senza regole e senza contatti col mondo esterno, col padre John, un pugile di strada burbero e solitario, nella casa in mezzo ai boschi che lui ha costruito con le sue inani, dormendo all'addiaccio nei primi giorni, sostenendosi di caccia e raccolta. Un vero e proprio nido, in cui i tre trovano la serenità, finché non compare il signor Price, ricco proprietario terriero senza scrupoli, padrone di gran parte degli alloggi e dei terreni locali e sfruttatore dei suoi lavoratori, che reclama il terreno dove John ha costruito la sua casa, affermando di possederlo legalmente. E con le stesse mani con cui ha ricreato una serenità perduta, John sarà pronto a difenderla.





Titolo: Figlie di una nuova era
Autore: Carmen Korn
Editore: Fazi Editore
Pagine: 432
Data di pubblicazione: 18 Ottobre 2018

Sinossi:
Uno strano destino, quello delle donne nate nel 1900: avrebbero attraversato due guerre mondiali, per due volte avrebbero visto il mondo crollare e rimettersi in piedi, stravolgersi per sempre sotto i loro occhi. Sono proprio loro le protagoniste di questa storia, quattro donne che incontriamo per la prima volta da ragazze, ad Amburgo, alle soglie degli anni Venti. Hanno personalità e provenienze molto diverse: Henny, di buona educazione borghese, vive all’ombra della madre e ama il suo lavoro di ostetrica più di ogni cosa; l’amica di sempre Käthe, di estrazione più modesta, emancipata e comunista convinta, è un’appassionata militante; Ida, rampolla di buona famiglia, ricca e viziata, nasconde un animo ribelle sotto strati di convenzioni; e Lina, indipendente e anticonformista, deve tutto ai suoi genitori, che sono letteralmente morti di fame per garantirle la sopravvivenza. Insieme crescono e vedono il mondo trasformarsi, mentre le loro vicende personali s’intrecciano in una rete intricata di relazioni clandestine, matrimoni d’interesse, battaglie politiche e sfide lavorative, lutti e perdite, eventi grandi e piccoli tenuti insieme dal filo dell’amicizia. Pagine che ci fanno respirare il fascino d’epoca di un mondo che non c’è più: i cocktail al vermut, i cappelli a bustina, gli orologi da tasca e gli sfarzosi locali da ballo, ma anche le case d’appuntamenti, i ristoranti cinesi e le fumerie d’oppio del quartiere di St Pauli. E poi la lenta, inesorabile disgregazione di tutto, la fine di ogni libertà, il controllo sempre più pressante delle SS, la minaccia nazista.





Titolo: Io odio Internet. Un romanzo utile
Autore: Jarett Kobek
Editore: Fazi Editore
Pagine: 330
Data di pubblicazione: 4 Ottobre 2018

Sinossi:

Adeline è una quarantacinquenne semifamosa per aver pubblicato un fumetto di successo negli anni Novanta. Vive a San Francisco. Invitata a parlare in un’università, finisce sotto attacco sui social network per aver «commesso l’unico peccato imperdonabile del ventunesimo secolo», ossia non rendersi conto che qualcuno la riprendeva mentre esprimeva quello che pensava. Bisogna tenere conto che Adeline 1) è una donna in una cultura che odia le donne, 2) è semifamosa e 3) ha espresso un’opinione poco popolare. E vive nell’era Internet. Adeline diventa così un trend su Twitter, e quindi se ne occupa la stampa, incapace di svolgere un lavoro più serio. Adeline diventa il bersaglio degli hater. E dagli insulti sessisti e razzisti, gli unici a guadagnarci sono Google, Facebook e Twitter, che vivono della pubblicità e dei contenuti creati dagli utenti, delle loro opinioni inutili, spesso ipocrite e compiaciute, sfruttate appieno per le inserzioni pubblicitarie che fruttano patrimoni enormi a degli «antisociali privi di eumelanina nello strato basale dell’epidermide» (ossia bianchi) come Mark Zuckerberg, Steve Jobs e pochi altri, signori feudali per i quali «le parole sono il grasso che olia gli ingranaggi del capitalismo»
Io odio Internet è un romanzo esilarante concepito da una mente geniale, un bestseller controcorrente che fa a pezzi tutti i grandi paradossi dell’era Internet.




Bene lettori, come vi sembrano queste nuove uscite? Io ho già letto Io odio Internet e a breve uscirà la recensione, mentre ho appena iniziato la lettura di Elmet, di cui ho sentito parlare benissimo😆


-Mari

mercoledì 3 ottobre 2018

Recensione "Black Wings. Il richiamo delle tenebre" di Sabrina Cospetti

13:39:00 1 Comments


Buongiorno lettori!
Oggi voglio parlarvi di un libro che ho letto questa estate e che mi ha fatto ritornare un po' adolescente. Sto parlando di Black Wings. Il richiamo delle tenebre di Sabrina Cospetti, un romanzo urban-fantasy che vede il ritorno del mitico mondo di Angeli e Demoni.
Secondo me, è stato davvero un ottimo inizio con tante buone premesse.
Ecco qui la recensione!



Titolo: Black Wings. Il richiamo delle tenebre (Black Wings #1)
Autore: Sabrina Cospetti
Editore: La Ruota edizioni
Pagine: 358
Genere: Urban Fantasy
Data di pubblicazione: 1 Gennaio 2016

Sinossi:
In una Edimburgo quanto mai affascinante e tenebrosa, Dafne, una giovane liceale, si trova coinvolta in un’avventura disperata che la porterà a scoprire le sue vere origini e a conoscere se stessa. Grazie all’aiuto dei suoi amici di sempre, che sveleranno pian piano la loro vera identità, e ad un nuovo e misterioso arrivato, lei riuscirà ad intraprendere il più pericoloso e impensabile dei viaggi: quello tra il Cielo e gli Inferi.
Una travolgente rincorsa che sembra non avere fine tra angeli custodi e demoni, tra varchi da attraversare e verità da ricostruire. Un urban fantasy dal sapore celtico capace di affascinare e di lasciare senza fiato.







Solo io conoscevo la cruda realtà. Nessun altro doveva saperlo.

Black Wings vede il ritorno della leggendaria e infinita lotta tra Bene e Male, Inferno e Paradiso.
La protagonista di questa storia è Dafne, una ragazza con una famiglia tranquilla che le sta accanto e con degli amici che le vogliono bene. Fin qui sembrerebbe tutto normale, tuttavia l'arrivo di un ragazzo misterioso scatena una serie di eventi che le dimostreranno che la sua realtà non può proprio essere definita tale.
Ritrovandosi completamente col mondo sottosopra e costretta a rivalutare tutte le sue amicizie e i suoi affetti, Dafne inizia un viaggio molto importante per lei, per riuscire a ritrovare se stessa e per capire quale sia il suo vero io.

Black Wings ha diversi punti positivi: lo stile di scrittura è molto scorrevole e in particolare verso la fine mi sono ritrovata a divorare pagina dopo pagina ogni capitolo. La stessa protagonista cambia e migliora molto con il procedere della narrazione, passando dall'essere una ragazzina impaurita e un po' ingenua ad avere una personalità forte e combattiva. Un altro fattore che mi è piaciuto molto è l'importanza che l'autrice dà anche ai personaggi secondari, in particolare ai due amici di Dafne, Chris e Irene. Non sempre gli autori danno importanza al contesto con cui interagiscono i personaggi principali, in Black Wings invece succede e spero che questo elemento si sviluppi ancora di più nel secondo volume.

L'unico fattore che mi ha un po' fatto arricciare il naso è l'instalove: la nostra protagonista sarà attratta da una persona in modo folgorante e inizialmente senza alcuna spiegazione razionale. Ma si sa che quando si tratta di Angeli e Demoni, la razionalità passa completamente in secondo piano. 

Considerando, quindi, tutti questi fattori, consiglio Black Wings a tutti gli appassionati di urban fantasy a tema angeli. In particolare, se avete amato Hush Hush di Becca Fitzpatrick o Fallen di Lauren Kate, allora questo romanzo è quello che fa per voi! Prestissimo uscirà anche il secondo volume, Il tocco del demone, e io non vedo l'ora di leggere cosa succederà, perché con quel finale Sabrina ci ha lasciato tutti in trepidante attesa!!



Voto:

Un salto a quando tutte noi desideravamo
essere catturate da un affascinante demone 
o essere salvate da uno splendido angelo.



-Mari